Recensione su “L’Eco del popolo” del Quaderno Circolo Rosselli n. 4/2021, “UN SOCIALISMO POSSIBILE. RICCARDO LOMBARDI A 120 ANNI DALLA NASCITA (1901-2021)”

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“UN SOCIALISMO POSSIBILE. RICCARDO LOMBARDI A 120 ANNI DALLA NASCITA (1901-2021)”

Recensione dell’edizione n. 4/2021 del Quaderno Circolo Rosselli

02/04/2022 — Di Redazione

 

In questo caso recensiamo, con molta convinzione e trasporto ideale, l’edizione n. 4/2021 del Quaderno Circolo Rosselli “UN SOCIALISMO POSSIBILE. RICCARDO LOMBARDI A 120 ANNI DALLA NASCITA (1901-2021)”.

Un sentiment, il nostro, discendente dalla consapevolezza che una ricorrenza, come quella del centenario della nascita di Riccardo Lombardi, non possa e non andare in sordina.

Per le ragioni che albergano nell’idealismo socialista, rimasto a dispetto dell’insulto del tempo e delle circostanze avverse alla divulgazione di tutto ciò che possa avere attinenza con il vocabolo “socialismo”; ma anche per quelle che sollecitano un permanente dovere di consapevolezza della statura di Riccardo Lombardi e del suo percorso umano e politico. Che costituisce “un’offerta intramontabile”; specie nei tempi correnti, un po’ così, privi come sono di capacità di lettura della realtà in atto e di progetto di cambiamento. D’altro lato, lo stesso titolo del Quaderno di cui trattiamo, tradisce, insieme all’affetto e alla considerazione per la figura rievocata e per Valdo Spini che ne è stato il discepolo più accreditato, la piena convinzione attorno alla attualità ed alla praticabilità del socialismo.

Di più, se non altro derivando dalla nostra condizione di Socio della Fondazione Circolo Fratelli Rosselli (un magnifico sodalizio la cui attività, costante e di altissimo livello, ci fa rammaricare di non risiedere a Firenze), l’iniziativa editoriale oggetto di questa recensione ci consente, oltre che di porre sotto il riflettore l’approfondimento della figura di un gigante della storia italiana contemporanea, anche di segnalare “la fonte” di questo encomiabile sforzo di approfondimento e divulgazione di cultura storica.

Tra i “vantaggi” dell’essere (sia pure a distanza) socio della Fondazione Fratelli Rosselli, presieduta, come noto, da Valdo Spini, si deve segnalare il privilegio di ricevere, comprese nella quota annuale, tutte le edizioni dei Quaderni del Circolo.

Un’opportunità, questa, che, come ci segnala Valentina Romeo, fa apprezzare ancor di più l’opzione dell’iscrizione. In alternativa, per i reticenti al passo, ma comunque interessati a non perdersi gli approfondimenti dei Quaderni, resta il contatto con la Pacini Editore (Pisa) alla mail volumi@pacinieditore.it per l’acquisto del singolo fascicolo.

Spazio QCR  

Fondazione Circolo Fratelli Rosselli via degli Alfani 101 rosso – 50121 Firenze tel/fax 055 2658192 – 0552052966 www.rosselli.org fondazione.circolorosselli@gmail.com – info@rosselli.org  

 

Presentazione

Valdo Spini 

Riccardo Lombardi ha vissuto una lunga vita (1901-1984) che fin dagli anni della gioventù è stata caratterizzata da un intenso impegno politico, possiamo dire per più di sessant’anni. Le varie fasi di questo impegno sono ricostruite da questo nuovo «Quaderno» che Bruno Becchi ha voluto curare con intelligenza e passione a distanza di vari anni dal precedente[1], proprio in questo 2021, anno centoventesimo della nascita dell’esponente socialista. 

Riccardo Lombardi è stato un coraggioso combattente antifascista, uno dei leader del Partito d’Azione di cui fu l’ultimo segretario fino alla confluenza nel Psi, poi uno dei protagonisti della svolta socialista in senso autonomista e della politica di centro-sinistra (alleanza Dc-Psi). Quando questa linea politica ebbe, a suo giudizio, esaurita la sua carica innovatrice, portò avanti, in condizioni di minoranza, la linea politica dell’alternativa di sinistra, anche in un contesto politico caratterizzato dalla politica del compromesso storico del Pci di Enrico Berlinguer. 

Tra tutte queste fasi, tutte molto importanti, vorrei qui richiamare quella che proprio in questo 2021 sembra la più attuale, e cioè l’iniziativa politica e programmatica del primo centro-sinistra, esattamente sessanta anni fa. 

Com’è noto, Riccardo Lombardi coordinò i contenuti che il Psi voleva portare nella politica di centro-sinistra, affiancandosi quindi al segretario Pietro Nenni come protagonista di quella vicenda. In particolare, si batté per la nazionalizzazione dell’energia elettrica e propugnò quella politica di programmazione che trovò inizialmente la sua espressione nella «Nota aggiuntiva». di Ugo La Malfa, Ministro del Bilancio del governo Fanfani IV (febbraio 1962-giugno 1963), il primo di centro-sinistra con l’appoggio esterno del Psi[2]. 

La nazionalizzazione dell’energia elettrica, sottratta al dominio dei monopoli, era per Lombardi l’acquisizione allo stato di uno strumento indispensabile per realizzare la politica di piano da lui prefigurata. Durante quel governo la nazionalizzazione fu portata a termine, così come, su un altro versante, un’altra importantissima riforma, l’istituzione della scuola media unica, per impulso di Tristano Codignola, responsabile scuola del Psi. 

Allora eravamo negli anni del boom, di quello che fu definito il «miracolo italiano», di un’Italia che diventava importante nazione industriale con elevati ritmi di crescita del prodotto interno lordo, di una nazione che conseguiva addirittura l’Oscar della lira con la nostra moneta di allora. 

La convinzione e il proposito politico di Riccardo Lombardi erano che questa fase di sviluppo dovesse essere utilizzata per affrontare e superare i tradizionali squilibri della società italiana, territoriali (nord-sud) economici (tra i vari settori) e sociali (una politica di promozione delle condizioni di vita e di partecipazione al potere delle classi lavoratrici). Naturalmente in una visione socialista di questo processo. 

Affrontando e superando questi squilibri si poteva peraltro assicurare la continuazione di un elevato ritmo di sviluppo del Prodotto Interno Lordo (Pil), aldilà delle condizioni eccezionali che lo avevano facilitato negli anni della ricostruzione del dopoguerra. 

Allora, negli anni Sessanta, Riccardo Lombardi considerò sconfitto il suo tentativo di riforma quando, nel luglio 1964, fu imposto l’alt alla riforma urbanistica, punto fondamentale per lui del programma del successivo governo Moro I[3]. 

Per Lombardi, infatti, era prioritario tagliare la rendita del regime dei suoli, in modo da liberarne il peso sulla produzione, e, socialmente, sul costo della casa per i lavoratori. L’accumulazione di questa rendita era incompatibile con quella politica di piano che voleva portare avanti. 

Del resto, lo stesso Ugo la Malfa non faceva più parte del governo, mentre il presidente del consiglio Amintore Fanfani era stato accantonato, una fase della politica di centro-sinistra era terminata. Quando fu imposto lo stop alla riforma urbanistica (Governo Moro II), Lombardi passò all’opposizione all’interno del Psi. Fu l’inizio della storia della sinistra lombardiana. 

Oggi, anno 2021, in Italia, siamo di fronte a tassi di crescita del prodotto interno lordo molto rilevanti. Le previsioni, non solo del Presidente del Consiglio Mario Draghi ma anche delle istituzioni internazionali, danno all’Italia un aumento del 6% del Pil per il 2021, e quindi un sentiero di recupero abbastanza veloce delle condizioni precrisi del 2007-2008 e pre-pandemia del Covid 19. 

A differenza degli anni Sessanta siamo anche in presenza di un flusso di risorse finanziarie dalla Unione Europea al nostro paese che da qui al 2026 ci dovrebbe essere garantito dal Next Generation -Eu, per conseguire i quali l’Italia ha elaborato il suo Piano Nazionale Ripresa e di Resilienza (Pnrr). Ma l’aiuto europeo non è senza condizioni. L’Italia deve realizzare quelle riforme che incidano sui vincoli strutturali che frenano lo sviluppo economico e sociale. Non solo, ma deve assicurare alla comunità nazionale quei “beni pubblici” che non sono assicurati automaticamente dal mercato e di cui ha trattato molto bene Paolo Baratta nell’ultimo numero dei «Quaderni»[4]. 

Anche se tante nuvole si presentano all’orizzonte, siamo ancora nella possibilità di portare avanti il Pnrr e di riformare nel profondo l’Italia in modo da assicurare non solo la riconquista dei livelli di produzione di vita e di lavoro degli anni precedenti alla crisi, ma anche la prosecuzione di un alto tasso di crescita in un contesto di sostenibilità ambientale e di progresso tecnologico e informatico. 

Un processo di riforma che non può essere neutro. Ce lo insegna Riccardo Lombardi secondo il quale in ogni situazione c’erano sempre due risposte, una di destra e una di sinistra. Nella situazione attuale questo processo deve risultare in grado di ridurre le disuguaglianze e di ricomporre una vita sociale del paese per molti versi lacerata fino ad essere percorsa da episodi di violenza che da tempo non si registravano. 

Ma bisogna che le energie intellettuali, politiche e programmatiche della sinistra si concentrino su questo obiettivo senza lasciare il proprio spazio nella società italiana ad altri. 

Riccardo Lombardi è stato un grande riformatore. La sua lezione per l’Italia di oggi va proprio in questa direzione. Ricordarci di quanto e in quale direzione questo paese vada cambiato. 

 

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