Recensione libro di Rino Capezzuoli, Sandro Pertini e la città di San Gimignano. Una piccola storia nella storia di un grande socialista

Rino Capezzuoli, Sandro Pertini e la città di San Gimignano. Una piccola storia nella storia di un grande socialista, Pagnini editore, Firenze 2021

Un Circolo socialista, quello Fratelli Rosselli Valdisieve; un attivista socialista che ha ricoperto con passione incarichi amministrativi, Rino Capezzuoli; una città di grande bellezza, San Geminiano, e un “grande”: Sandro Pertini, un mito, il presidente più amato dagli Italiani, un uomo di fede socialista e di libertà.

Questi sono i protagonisti del libro. La storia ha inizio da una mostra fotografica, quando l’autore trova alcune immagini che ritraggono Sandro Pertini a San Gimignano. Desideroso di saperne di più, ricerca nelle vecchie cronache di giornale e negli archivi della Fondazione Turati, e ricostruisce due momenti in cui la storia di Pertini e quella di San Gimignano si incontrano: nel luglio del 1945 e nel 1966. Il primo, dopo la Liberazione, nel corso della sua risalita da Roma verso il Nord, Pertini si ferma a San Gimignano e a Talciona di Poggibonsi dove incontra un altro socialista, Gaetano Pieraccini, il sindaco della liberazione di Firenze.

Una testimonianza dell’incessante lavoro di contatti, un rapporto che in Pertini è stato sempre allo stesso tempo personale, politico e collettivo, rivolto ad una società fatta di persone, ad un’azione politica basata sul riconoscimento dei diritti e sulla soluzione dei problemi, sempre rivolti ad annullare i bisogni e a comprimere le differenze.

La seconda visita, documentata da una foto, è del 1966. Forse un incontro politico, un dibattito o una manifestazione, forse semplicemente una visita di piacere e di cultura (quanto Pertini fosse amante dell’arte è noto) per ammirare la città delle torri in Toscana. Poco si sa, al momento, sulla ragione e la circostanza, certo è che ancora una volta Pertini non manca di tenere i contatti, di cercare i compagni di fare quello che lui ha sempre chiamato essere “il propagandista del mio partito”. Perché questo è stato sempre, socialista nell’animo, fiero delle sue idee e della sua coerenza, consapevole delle sue capacità di relazionarsi a cose e persone. E, soprattutto, portatore di un pensiero limpido e convinto assertore di un lavoro comune, privo di preconcetti e massimalismi.

Il libro riporta alcuni scritti, fra cui quello del discorso di insediamento alla Presidenza della Repubblica e uno precedente tenuto alla Camera per il 75° anniversario della Liberazione, che conclude: “Ci siamo battuti e ci battiamo perché i giovani diventino e restino sempre uomini liberi, pronti a difendere la libertà e quindi la loro dignità. Nei giovani noi abbiamo fiducia!”

La fiducia, i giovani, il destino dell’Italia tutto ha un solo nome: libertà. Ma non può esservi libertà senza memoria e, non a caso, alcune pagine sono dedicate all’ “Armadio della Memoria” nato nel 2013 presso l’Istituto Don Milani di Tavarnelle (comune di cui Capezzuoli è stato vice-sindaco). Un progetto che racconta di sacrifici e di ideali, di crudeltà e di vittorie: una storia locale che ha contribuito alla liberazione dell’Italia e al ritorno alla democrazia perduta.

Mariella Zoppi

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