Da signora a first lady

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a cura di ANTONIO COMERCI

Eleanor Roosevelt (1884 -1962) è stata una delle massime rappresentanti del pensiero
e dell’azione progressista del Ventesimo secolo e il ruolo politico, complementare e
di stimolo, ma al tempo stesso autonomo, svolto a fianco di uno dei presidenti più importanti, rispettati e amati nella lunga teoria di primi cittadini che, da George Washington
in poi, si sono succeduti alla guida degli Stati Uniti.
Si è distinta per l’impegno, la tutela e la promozione dei diritti delle donne, degli
afroamericani e di altre minoranze e contro ogni forma di razzismo e di discriminazione,
nonché per la funzione di primaria importanza svolta nelle Nazioni Unite contribuendo
alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Particolarmente interessante il primo capitolo che inquadra la figura della protagonista
tra le first lady degli Usa in 250 anni di storia repubblicana. Lo stesso termine per indicare la moglie del presidente ha subito una lunga evoluzione, passando dai primi “signora” (lady), “signora presidente”, “presidentessa”, al tardivo first lady, usato per la prima volta nel 1877 è entrato nel linguaggio comune a partire dal 1911. E insieme al nome è cambiato il ruolo, diventando particolarmente importante e autonomo proprio con Eleanor Roosevelt
L’autrice, Rossella Rossini fiorentina, ha compiuto studi umanistici laureandosi
in Storia degli Stati Uniti alla Facoltà di Lettere e Filosofia, ha vissuto a Milano
(1983-1994) e a Roma (1994-2014), per poi tornare nella città di origine
dove attualmente risiede. Giornalista pubblicista e collaboratrice editoriale con
traduzioni di saggistica dalle lingue inglese e francese.

Rossella Rossini “Eleanor Roosevelt – Una first lady per il mondo”, Edizioni di
Storia e Letteratura, Roma 2021

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