Wednesday, June 3, 2020

Storia della Fondazione e del Circolo

di Massimo Tarassi

Nel 2020 la Fondazione Circolo Fratelli Rosselli festeggia il trentennale della sua costituzione e il riconoscimento giuridico, da parte della presidenza della Repubblica, della Fondazione come ente morale. Ma in realtà, nel 2020, si festeggia anche il centenario del Circolo di Cultura, perché, come ricordano le motivazioni espresse nel decreto presidenziale, “la Fondazione si propone, principalmente, di promuovere, sostenere e facilitare le attività e tutte le iniziative del Circolo di Cultura, già operante nel 1920-24 e successivamente rifondato nel 1944”.

Nel 1920, infatti, alcuni giovani, tra cui i fratelli Carlo e Nello Rosselli, Piero Calamandrei, Ernesto Rossi, Alfredo e Nello Niccoli, sotto il magistero di Gaetano Salvemini, fondarono a Firenze il Circolo di Cultura. Dall’aprile del 1923, il Circolo ebbe una sua struttura ufficiale e una sede in Borgo Santi Apostoli 27 dove, per iniziativa dei fratelli Rosselli, fu costituita un’ampia biblioteca con periodici italiani e stranieri.

Nella seconda ondata di violenza fascista che seguì il delitto Matteotti, il Circolo di Cultura, che aveva preso un orientamento decisamente antifascista, il 31 dicembre del 1924 fu devastato e il suo materiale distrutto. Pochi giorni dopo, con decreto prefettizio del 5 gennaio 1925, il Circolo di Cultura fu chiuso.

Cominciò così la lunga lotta antifascista che vide in prima fila i giovani del Circolo di Cultura, con la pubblicazione del primo giornale clandestino antifascista “Non Mollare”, con la fondazione del movimento di Giustizia e Libertà, fino alla costituzione del Partito d’Azione, alla Resistenza, alla Liberazione.

 

Rifondazione del Circolo di Cultura

 

Fu proprio il Partito d’Azione fiorentino, guidato da Tristano Codignola (nella foto), a rifondare nel settembre del 1944, a Liberazione appena avvenuta, il Circolo di Cultura come Circolo di Cultura Politica Fratelli Rosselli. Iniziò così la seconda fase del Circolo, tenuta a battesimo il 15 ottobre 1944, a soli due mesi dalla liberazione di Firenze, come è noto avvenuta l’11 agosto dello stesso anno, con una conferenza tenuta da Francesco Flora, il grande storico della letteratura, sul tema partiti e democrazia, introdotta da Piero Calamandrei con queste parole: “Che cosa sia avvenuto in questi venti anni ai soci del Circolo, di alcuni soci del Circolo, cioè di quelli che, quantunque assenti, sono i più presenti e più cari (Calamandrei si riferiva soprattutto ai fratelli Rosselli, assassinati dai fascisti francesi a Bagnoles de l’Orne nel 1937) non possiamo parlare qui stasera, in questo breve discorso introduttivo. Perché la loro storia non è più la storia familiare di questo Circolo, ma è la storia d’Italia. Rosselli, Salvemini, Rossi, Vinciguerra, Traquandi… dietro a ciascuno di questi nomi ci sono prigionia ed esilio, confino e processi e anche la morte”.

 

 

Iniziative di alto rilievo

 

Il Circolo di Cultura Politica “Fratelli Rosselli” rinasce dunque nel secondo dopoguerra in ideale continuità con il Circolo di Cultura, con l’aggiunta di quell’aggettivo “politica” che del resto ne caratterizzava l’attività già nel primo dopoguerra. Allora come ora nasceva dalla necessità di dibattere liberamente i temi più pressanti proposti dalla società italiana. Allora come ora i soci s’impegnavano a raccogliere libri e riviste, a organizzare conferenze e presentazioni, a dare vita insomma ad un centro di educazione culturale e politica agile e saldamente inserito nel dibattito cittadino e nazionale. Una continuità d’intenti che è testimoniata anche dai membri del consiglio direttivo del nuovo circolo, perché alcuni di essi, come Piero Calamandrei e il prof. Enrico Finzi, erano presenti anche nel consiglio direttivo del Circolo di Cultura del primo dopoguerra.

La ripresa dell’attività nell’autunno del 1944 è dovuta, come si è detto, all’iniziativa del Partito d’Azione e in particolare della Commissione Cultura di quel partito, che coinvolge i soci del vecchio Circolo di Cultura. In questa prima fase, dunque, la matrice politica è molto chiara ed il legame con il Partito d’Azione è indiscutibile, anche se formalmente, il Circolo è un’istituzione indipendente. Del resto, anche se la presenza azionista era assolutamente maggioritaria, del direttivo facevano parte anche, ad esempio, il democristiano Adone Zoli e il liberale Enrico Finzi.

I grandi temi discussi presso il Circolo riguardano in quegli anni la scelta repubblicana, la battaglia all’interno della Costituente, dove sono stati eletti nel 1946 Calamandrei e Codignola, e quella per l’attuazione della Costituzione.

Vanno ricordate in quel periodo due importanti manifestazioni organizzate dal Circolo: la commemorazione, il 19 giugno 1947, del decennale della morte dei fratelli Rosselli fatta da Calamandrei e da Riccardo Lombardi, una manifestazione alla quale fecero pervenire le loro adesioni De Nicola, Togliatti, Einaudi, Lussu, Basso, Longo, e la cerimonia solenne del 29 aprile del 1951 con cui venne celebrato il rientro a Firenze dei resti di Carlo e Nello Rosselli. Nell’occasione Gaetano Salvemini ricordò i Rosselli nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio alla presenza del presidente della Repubblica Luigi Einaudi e della vedova di Cesare Battisti. Salvemini morirà nel 1957 e i suoi resti per iniziativa di un comitato promosso dal Circolo Rosselli verranno trasferiti al cimitero di Trespiano accanto a quelli dei suoi amatissimi discepoli.

 

Verso l’area socialista

 

Dopo la fine del Partito d’Azione, nel 1947, il nucleo principale degli azionisti fiorentini di Codignola e Calamandrei avevano cercato una strada alternativa sia al PSDI di Saragat sia al PSI di Nenni. Nel 1953, con l’obiettivo di coagulare                                                                                                                                            una serie di correnti socialiste e laiche nella battaglia contro al cosiddetta “legge truffa”, Codignola e Calamandrei avevano dato vita al Movimento di Unità Popolare, che nel 1957 confluirà nel PSI, partito nel quale, dopo il Congresso di Venezia e i fatti d’Ungheria, si stava affermando la linea autonomista.

Spostatosi nel PSI il baricentro principale dell’attività degli ex azionisti fiorentini (Codignola verrà eletto deputato nelle file del Partito Socialista nel 1958), nelle stanze di piazza della Libertà, dove aveva allora sede il Circolo, era rimasto come segretario, a simboleggiare la continuità della tradizione rosselliana, Nello Traquandi, un ex ferroviere, vecchio esponente della primissima resistenza al fascismo. Traquandi figura, unico non intellettuale, insieme ai fratelli Rosselli e ad Ernesto Rossi nella famosa foto di gruppo della redazione del “Non mollare”, primo foglio clandestino antifascista, nato a Firenze all’indomani del famoso discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925, con cui il capo del fascismo, dopo il delitto Matteotti, si assumeva la piena responsabilità dello squadrismo e delle violenze e sopprimeva la libertà di stampa.

Dal 1954 al 1968, anno della morte di Nello Traquandi, il Circolo continuò a portare avanti valide iniziative, anche se aveva un po’ perduto le caratteristiche associative di un tempo. In particolare nei primi anni Sessanta, con l’avvento della nuova giunta di Centro-Sinistra e la presenza in essa di altre personalità di rilievo del Circolo, come Enzo Enriquez Agnoletti e il prof. Carlo Furno, grande attenzione venne dedicata ai temi dell’amministrazione cittadina. Nello stesso periodo, negli anni 61-62, nei locali del circolo era passata la meteora di “Nuova Resistenza”, una folta e vivace associazione antifascista di giovanissimi appartenenti a varie correnti politiche, sorta sull’onda delle lotte del 1960 contro il governo Tambroni.

(Nella foto, Nello Traquandi è il primo a sinistra)

 

Gli anni Settanta

 

Nel 1969 l’attività del Circolo riprende nuovo slancio. La presidenza è assunta da Enzo Enriques Agnoletti (nella foto) e nel nuovo Consiglio Direttivo accanto ai soci anziani come Tristano Codignola, Giorgio Spini, Carlo Furno e Carlo Francovich compaiono alcuni giovani socialisti dell’ala lombardiana, tra i quali l’attuale presidente Valdo Spini. Comincia così una terza fase di attività che si ricollega, rinverdendola, all’antica tradizione.

Il rinnovato Circolo Rosselli prende subito di petto i problemi politico-ideologici del momento. Per iniziativa del gruppo di giovani prima ricordato viene organizzato nel 1970, con la consulenza e la collaborazione di Sergio Moravia, un ciclo di conferenze su “Aspetti e problemi del marxismo contemporaneo”, che ebbe un vasto successo di pubblico. Siamo in un periodo di poco successivo alle rivolte studentesche del 1968 e all’espulsione dal PCI del gruppo del Manifesto e i giovani del Rosselli, provenienti da una tradizione rigorosa di riformismo socialista, vogliono affrontare in modo critico e spregiudicato l’analisi di questa grande corrente ideologica e politica per scuotere certezze e aprire confronti. In questa occasione Michele Salvati discusse di divisione del lavoro ed utopia, Tito Perlini intervenne sulla teoria critica della società da Marx a Marcuse, Umberto Cerroni si occupò della relazione tra marxismo e progresso tecnologico, Edoarda Masi discusse del comunismo cinese e Giuseppe Vacca parlò del marxismo di Gramsci.

Nel 1973 viene organizzata una importante iniziativa su “L’attuale situazione politica” che vede la partecipazione di Giorgio Bocca, allora giornalista de “Il Giorno”, Luigi Pedrazzi de “Il Mulino” e Aniello Coppola di “Rinascita”. Il 1974, anno in cui diviene presidente Giorgio Spini, è ricco di iniziative dedicate ai temi di attualità più svariati: si va dal finanziamento pubblico dei partiti alla crisi energetica ed economica (la crisi petrolifera viene commentata da due grandi economisti come Beniamino Andreatta e Luigi Spaventa), si parla di “Cattolici ed evangelici di fronte al referendum”, della relazione annuale del governatore della Banca d’Italia, delle aree verdi. Sempre nel 1974 esce il celebre libro di Paolo Sylos Labini “Saggio sulle classi sociali” e il Circolo dedica ad esso un dibattito, ma soprattutto viene presentato da Leo Valiani, in Palazzo Medici Riccardi, “Socialismo Liberale” di Carlo Rosselli, edito l’anno prima da Einaudi, sia pure tardivamente rispetto all’edizione francese del 1930. Poco dopo il Circolo dà vita ad una ad un’organica serie di lezioni sul PSI che trovano anche uno sbocco editoriale e vengono lodate dal vecchio Nenni.

L’impegno del Circolo Rosselli nella rivalutazione della storia e del pensiero socialista si intreccia strettamente con il lavoro che porterà alla nascita, nel 1976, dell’Istituto Socialista di Studi Storici, che proprio a Firenze avrà la sua sede e il suo archivio. Anzi, all’inizio, l’Istituto viene provvisoriamente ospitato proprio dal Circolo Rosselli ed i due enti hanno in comune il presidente, Giorgio Spini, il quale nel 1985, come presidente dell’Istituto darà vita alla Fondazione di Studi Storici Filippo Turati.

Negli anni della presidenza di Giorgio Spini inizia anche la raccolta di periodici socialisti europei al fine di costituire un’emeroteca specializzata.

 

Gli anni Ottanta

 

Nel 1979 assume la presidenza del Circolo Enzo Cheli (nella foto) che la manterrà sino al 1985. Inizia un ulteriore nuovo capitolo della vita del Circolo, in cui dalla rivendicazione della fecondità della tradizione storica socialista si passa alla partecipazione di quanto si va elaborando in sede progettuale e programmatica nel nuovo corso socialista. Tra gli intellettuali che si impegnano nell’attività del Circolo e in quest’opera di elaborazione programmatica dobbiamo ricordare oltre allo stesso Enzo Cheli, studiosi come Alberto Spreafico ed Ennio Di Nolfo.

 

 

 

 

 

Arrivano i Quaderni

 

Il Circolo si dota anche di uno strumento editoriale, i “Quaderni del Circolo Rosselli”, allo scopo di lasciare una traccia più definita delle sue elaborazioni e delle sue proposte. La pubblicazione dei Quaderni inizia nel 1981, con cadenza trimestrale nel 2020 entra nell’anno XL, quarantesimo della sua pubblicazione

I “Quaderni del Circolo Rosselli”, rappresentano uno strumento prezioso di diffusione dei temi di dibattito propri della Fondazione del Circolo di Cultura Politica Fratelli Rosselli. Gli argomenti trattati spaziano dai temi storici alla politica nazionale ed estera, con particolare riguardo al socialismo, al laburismo e al liberalsocialismo; alle riforme istituzionali, ai problemi della formazione professionale e dell’occupazione, alle iniziative legislative per la riconversione industriale, l’innovazione tecnologica e la piccola impresa, al progresso della ricerca scientifica e dell’Università, alle prospettive del federalismo e della costruzione dell’unità europea, alle questioni generali della diffusione e promozione della cultura.

Nella foto: Valdo Spini, direttore dei Quaderni del Circolo Rosselli

 

 

Le attività

Come abbiamo detto all’inizio, nel 1990 nasce la Fondazione Circolo Fratelli Rosselli, che dal 2011 ha sede in via degli Alfani 101 rosso ed ha al suo interno anche una sala di lettura, una biblioteca specializzata e un archivio aperti al pubblico.

La Fondazione attualmente indirizza la sua attività su quattro principali filoni:

 

 

Ricerche: insieme alla Fondazione Astrid, la Fondazione Circolo Rosselli ha recentemente curato una ricerca sulle “Forme di contrasto alla povertà in Europa”, che è stata pubblicata nella collana Astrid dell’Editore il Mulino (Bologna), col titolo: “Nuove (e vecchie) povertà: quale risposta? Reddito di inclusione, reddito di cittadinanza e oltre”. La Fondazione Circolo Rosselli intende proseguire questa ricerca, sia in collaborazione con Astrid, sia con il Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali dell’Università di Roma e con quello dell’Università di Firenze, che con il Cisa (Centro Inter-accademico per le Scienze Attuariali e la Gestione dei Rischi). Frutto di una collaborazione con le Fondazioni Matteotti e Di Vittorio è invece il volume “Preludio alla Costituente” (Castelvecchi). La Fondazione ha sostenuto anche la pubblicazione del volume di Tommaso Nencioni, “Riccardo Lombardi nel socialismo italiano 1947-1963”, pubblicato da Edizioni Scientifiche Italiane nel 2014.

 

 

 

Pubblicazioni: gli atti delle iniziative, tavole rotonde o seminari, su argomenti di attualità nella rivista trimestrale “Quaderni del Circolo Rosselli”. Nella rivista sono pubblicate anche ricerche e fonti inedite, come nel caso del numero 3 del 2016 che contiene anche lettere inedite di Carlo Rosselli a Giuseppe Saragat.

 

 

 

 

 

 

 

– Convegni: su temi di attualità, come l’Europa, la cultura, l’occupazione giovanile e altri temi di rilievo nel nostro tempo in un contesto aperto e pluralistico. Tra gli ospiti di grande rilievo dei nostri dibattiti, il giudice Giovanni Falcone nel 1989, l’attuale ministro degli esteri spagnolo Josep Borrell e il Presidente dell’Istituto Universitario Europeo Renaud Dehousse.

 

Memoria: particolare attenzione è dedicata allo studio della tradizione etica e di pensiero dei fratelli Carlo e Nello Rosselli. Di particolare rilievo l’azione svolta in Francia per la degna sistemazione e la memoria del monumento e dei luoghi che ricordano l’assassinio dei Rosselli a Bagnoles de l’Orne. Sotto gli auspici della Fondazione è stato restaurato il monumento di Bagnoles de l’Orne, che con la decisiva collaborazione della locale municipalità, è stato dotato di pannelli e lapidi esplicative sia in francese che in inglese. La Fondazione, nel 2017, in occasione dell’Ottantesimo dell’assassinio ha realizzato a Parigi un Convegno internazionale e una mostra storica documentaria intitolata: Carlo e Nello Rosselli “Giustizia e Libertà, per questo morirono, per questo vivono”. La Mostra consta di 21 pannelli che ricordano la vita e le opere dei Fratelli Rosselli, cresciuti in una famiglia di forte impronta risorgimentale e mazziniana.

La mostra continua a girare – richiestissima – in varie città e località italiane e costituisce un’occasione di incontro e di riflessione sul significato del pensiero dei Rosselli e della loro azione civile e democratica e sta coinvolgendo in modo rilevante anche le scuole.

In particolare con l’Istituto Tecnico Salvemini/ Duca d’Aosta di Firenze, che ha sede in via Giusti, proprio di fronte alla casa fiorentina dei Rosselli, è stato realizzato, grazie all’impegno di due docenti e di due classi dell’Istituto, anche un video di circa 50 minuti che è visibile collegandosi al nostro sito o su YouTube.

La Fondazione Circolo Rosselli partecipa inoltre al Progetto Père Lachaise. Il Consolato Generale d’Italia a Parigi, retto da Emilia Gatto, ha lanciato il Progetto “L’Italia del Père Lachaise” “Histoires extraordinaires. Vue immortelles des Italiens de France et des Français d’Italie du Père Lachaise », che si propone di illustrare le vite straordinarie di 58 personaggi illustri che riposano al cimitero parigino del Père Lachaise. Tra essi anche i fratelli Carlo e Nello Rosselli che vi ebbero la loro prima tomba, prima di essere traslati nel cimitero di Trespiano a Firenze.

Infine come membro attivo dell’AICI la Fondazione ha organizzato il mese scorso la sesta conferenza nazionale di questa istituzione dal titolo “Italia è cultura”, che ha visto la partecipazione del ministro dei beni culturali Dario Franceschini e dell’ex presidente della repubblica francese Francoise Hollande.

 

Riferimenti bibliografici: nn. 3/85, 1/91 e 3/2004 dei “Quaderni del Circolo Rosselli”